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VENICE-TRIENNALE 2015

"Natura nutrix-Homo vorax"

"Natura nutrix-Homo vorax" - ACIT VENEZIA

 

VENICE-TRIENNALE 2015

 

FREEDOM IN THE ART

 

NATURA NUTRIX – HOMO VORAX

 

PALAZZO ALBRIZZI-CAPELLO

 

10 maggio – 29 novembre (Prorogata)

la mostra rimarrà chiusa il 24 novembre per motivi tecnici

 

 

Artisti partecipanti:

 

 

 

Austria

Josef Linschinger

Reinhard Shell

 

Brasile

Fàbio di Ojuara

 

Cina

Cao Xiao Ming

 

Taiwan

Willow Wu

Yeh Fang

Kai-Hsing Huang

Patrick Lee

Serina Lai

 

Germania

Mia Florentine Weiss

Adolf  Bierbrauer

Sven Kierst

Marlies Blücher

 

Antje Tesche-Mentzen

Angelika Ehrhardt-Marschall

Otto Fischer

Bertamaria Reetz

Titus Lerner

Bernard Lokai

Heiner Meyer

Folkert Rasch

Jean-Yves Klei

Jo Enzweiler

Karin Radoy

Klaus Staudt

Sabina Sakoh

Bernd Kirschner

 

Libano

Zad Moultaka 

 

Italia

Leonardo Beccegato

Luigi Leaci

Piero Pizzul

Lorenzo Viscidi Bluer

Silvana Scarpa

 

Singapore

Valerie Ng

 

Svezia

Helena Bjoernberg

Viktoria Hallenius

 

USA

Edmund Ian Grant

Cedric Wentworth

 

Gli artisti R.Schell, F. De Ojuara, Valerie Ng sono presentati da Paivi Hannele Tirkkonen

Curatori: Nevia Capello-Venezia, Hans-Joachim Petersen-Berlino,

               Martin Leyer-Pritzkow-Düsseldorf

 

 

Tema: “Natura nutrix - Homo vorax”

 

10 maggio - 24 novembre 2015

 

 

 

 

 

ORARIO D’APERTURA

Ore 10:00-18:00

LUNEDì CHIUSO

 

PALAZZO ALBRIZZI-CAPELLO

CANNAREGIO 4118

FERMATA ACTV: CA’ D’ORO

Tel 041 5225475

e-mail: palazzoalbrizzi@alice.it

web: www.acitve.it

 web: www.art-pegasusproject.com

 

 

 Mia F. Weiss: "Pegasus"- la Libertà nell'Arte

 

 

 - ACIT VENEZIA

“Natura nutrix – Homo vorax”: Mostra multimediale presentata dall’Associazione Culturale Italo-Tedesca di Venezia. quale progetto nell’ambito della 1. Triennale Internazionale d’Arte di Venezia 2015, a Palazzo Albrizzi,.

 

Curatori: Nevia Capello, Venezia, Dr. Hans-Joachim Petersen, Berlin,  Martin Leyer-Pritzkow, Düsseldorf

 

L’arte ha subito negli ultimi tempi radicali mutamenti, tanto da destituire le correnti in cui le idee si aggregavano in un orientamento ed uno stile espressivo unitario. Questa frammentazione dei canoni artistici si coglie nel progetto pensato per Palazzo Albrizzi, in cui viene lasciata all’artista ampia libertà nelle sue manifestazioni, siano esse pittura, scultura, video, fotografia, installazioni, performance, talvolta in un contesto poetico-musicale.

Nel dare vita alla 1. Triennale Internazionale  d’Arte di Venezia in nome della Libertà nell’Arte, abbiamo scelto opere di rappresentanti extraeuropei ed europei, soprattutto tedeschi, riconducibili al tema, denominatore comune universalmente sentito: “Natura nutrix – Homo vorax.”

Esplorare nuove strade che conducono all’arte non ci interessa di per sé, ma in rapporto al tema sviluppato, affinché l’arte non sia fine a sé stessa quale sterile esercizio.

Le fratture che in vari modi, spesso drammatici, caratterizzano il nostro vivere sulla terra, quanto i grandi cambiamenti in atto che avvengono all’interno di un processo di globalizzazione, che coinvolge l’arte, sollecitano un confronto possibilmente inclusivo, che giustifica – nel nostro caso – la presenza di artisti europei, americani e cinesi.

 

Descrizione sintetica del progetto:

 

L’ACIT di Venezia quale Istituto di Cultura Italo-Tedesco, fondato nel 1971, è un ponte gettato fra Venezia e la Germania, e dal 1993 ha preso parte regolarmente alla Biennale d’ Arte, sia con Eventi Collaterali, sia accogliendo Padiglioni di Stati stranieri, come per la Lettonia nel 2011.

La mostra ideata per il 2015 si muove tra due poli: La Natura, madre benigna e l’uomo, avido di potere che l’ aggredisce. Per difendersi la Natura si fa matrigna.

Da un lato quindi espressioni artistiche della nuova avanguardia, che ci presentano un mondo in cui vorremmo vivere; dall’altro la ferina violenza dell’uomo, aggressivo ed irrazionale, che per soddisfare la sua avidità conduce il mondo all’autodistruzione.

La performance dell’ artista berlinese Mia Florentine Weiss, con il suo “Pegasus”, ridà dignità all’uomo. Il cavallo alato simbolizza il pensiero creativo, l’anelito umano alla libertà  attraverso l’Arte.

Se guardiamo ad un futuro mondo sostenibile, esso potrà essere raggiunto solo grazie ad una maturazione della coscienza umana attraverso l’ Arte.

 - ACIT VENEZIA

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